domenica 3 novembre 2024





I.A. sempre più invadente

 

SLACK, applicazione di messaggistica usata per le attività lavorative all’interno delle imprese, usa i messaggi e i file scambiati per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale.

 L’applicazione non richiede però nessun consenso all’utente se non quello di default.

 Ad aggravare la situazione, i messaggi utilizzati per l’addestramento, sono di carattere lavorativo e contengono informazioni riservate e in ogni caso il consenso dell’utente deve essere sempre espresso chiaramente.

 Siamo di fronte quindi ad una chiara mancanza di trasparenza in cui SLACK ha palesemente mancato di informare i propri utenti preventivamente, senza una chiara ed espressa autorizzazione.

 A nulla sono le servite le rassicurazioni di SLACK in cui si precisa che i contenuti dei messaggi non sono scansionati per l’addestramento.

 Ancora una volta i colossi Tech ignorano utenti e privacy, aggirandoli con informative spicciole e poco trasparenti, ora più che mai la AI ACT  deve essere il garante di protezione e sicurezza dei dati personali.


 

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