lunedì 21 ottobre 2024






AI: NUOVA SPERANZA PER LA CURA DEL CANCRO

Nell’evento annuale della American Society of CLINICAL ONCOLOGY per la lotta al cancro, è stata presentata una sperimentazione di sei terapie denominata BRECADD, dimostratasi più efficace e con meno effetti collaterali della chemioterapia.

Inoltre grossi progressi in tema di prevenzione, un nuovo test del DNA riuscirebbe a rilevare con maggiore precisione il cancro alla prostata e un esame del sangue, invece, rileverebbe con tre anni di anticipo il rischio di tumore al seno.

L’intelligenza artificiale, svolgerà un ruolo fondamentale nella promozione di screening oncologici, attraverso uno strumento di navigazione del paziente che faciliterà la programmazione degli screening per il cancro.

Infine miglioramenti anche nello specifico dei farmaci, alcuni dei quali come il LORLATINIB ha aumentato la sopravvivenza di pazienti affetti da forme avanzate del cancro ai polmoni.

Finalmente buone notizie dal settore oncologico che distrugge vite in una battaglia che potrebbe dare speranza di vita a milioni di pazienti.

 





 

La IA divora energia

 

Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia, i data center di IA utilizzano circa il 40% dell'elettricità per il calcolo e il 40% per il raffreddamento.

L'intelligenza artificiale divora letteralmente energia e sta rapidamente aumentando i consumi in una costante e crescente domanda di elettricità, destando preoccupazioni sull’impatto ambientale.

Per darvi un’idea, ogni volta che un utente invia una richiesta a uno strumento IA viene elaborata attraverso un gran consumo di energia che aumenta ancora di più per il surriscaldamento dei server e quindi ulteriore energia per il raffreddamento.

Prima dell’avvento dell’IA il consumo energetico dei data center era circa 1% della richiesta globale, attualmente la domanda si è raddoppiata, cifra che secondo una proiezione nel 2026 potrebbe ancora raddoppiare.

Ecco un problema non da poco da risolvere in vista della ascesa delle IA in prospettiva futura, trovando il modo di soddisfare la richiesta di più energia senza impattare negativa su un ambiente che ha già problemi storici da risolvere.

E voi, cosa ne pensate, ditemelo qui nei commenti, con Voi, ci vediamo alla prossima Flash News. Ciao!



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IL ROBOT CAMBIA PELLE

 

Robot sempre più cloni degli umani.

 

L’università di Tokio è riuscita ad applicare pelle viva sui volti dei robot per permettergli di sorridere ed assumere espressioni facciali più simili alle nostre.

 

Gli umanoidi artificiali sono ormai una quasi realtà con una pelle artificiale autorigenerante che ha capacità di autoripararsi in caso di tagli, proprio come nei film.

 

La pelle artificiale è stata applicata sui robot mediante un gel a base di collagene che la fissa sulla struttura robotica.

 

Questo permette che la pelle si muova insieme alla struttura meccanica del robot senza subire strappi o distacco.

 

Prima che il metodo diventi uno standard ci vorrà ancora qualche anno di test e poi la rivoluzione robotica sarà pronta e potrà fornirci utili aiuti per lo studio dell’invecchiamento della nostra pelle,

 

Ma, a questo, credo un po' meno e se fosse solo un modo per giustificare una ricerca ormai fuori controllo?

 

E voi, cosa ne pensate, ditemelo qui nei commenti, con Voi, ci vediamo alla prossima Flash News. Ciao!

 




 

IL ROBOT FERROVIARIO

 

LA West Japan Railway, per combattere la carenza di personale per la manutenzione della rete ferroviaria, ha “assunto” un robot umanoide.

 

Questo Robot dalle dimensioni gigantesche e da braccia potenti è montato su un camion speciale e manovrato da un operatore a distanza.

 

Questo è quanto avviene nel futuristico Giappone, dove attraverso gli occhi telecamera del robot, si potranno svolgere lavori di manutenzione come pitturare le strutture metalliche e sollevare pesi.

 

Tra i primi compiti svolti dal robot operaio, la potatura dei rami lungo i binari e la pittura delle strutture che sostengono i cavi sopra i treni.

 

In futuro, l’obbiettivo sarà quello di impiegare questi robot per altre mansioni di manutenzione a più ampio raggio e in molteplici settori, sopperendo in questo modo alle difficoltà nel sopperire forza lavoro specializzata.

 

Non c’è che dire, tutto fantastico e innovativo ma con risvolti negativi in termini di disoccupazione ma sarà, però, una disoccupazione intelligente.

 

Non resta, quindi, che trovare un modo intelligente di spiegarlo ai disoccupati futuri.

 

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domenica 20 ottobre 2024







 

CERVELLO SENZA SEGRETI

 

L’Istituto Tecnologico del Massachusetts ha sviluppato una piattaforma per studiare interi emisferi del cervello in 3d.

 

La risoluzione mostruosa su più livelli permette di visionare il tessuto e la morfologia delle cellule con dettagli fino ad ora impossibili, come le connessioni tra neuroni e addirittura le proteine espresse.

 

Questa piattaforma permette, quindi, di analizzare il cervello umano su più livelli dando la possibilità di mappatura completa del cervello.

 

Lo scopo è quello di creare un atlante tridimensionale delle cellule cerebrali migliorando la conoscenza degli organi e i meccanismi delle malattie.

 

Questo inciderà in modo decisivo sugli sviluppi di nuove terapie e cure per tante malattie.

 


 






 

LA REGOLITE

 

Uno studio della Waterloo University in Canada ci dice che il suolo lunare è composto da una polvere conosciuta come Regolite che può produrre energia termica.

 

Questo permetterebbe la realizzazione di insediamenti sulla luna, superando le difficoltà di trasporto di materiali e sfruttando la regolite che è composta per il 45% da ossigeno, indispensabile per un’aria respirabile e combinata con l’idrogeno forma acqua, altro elemento indispensabile per la vita dell’uomo.

 

Inoltre la regolite ha come componente principale il silicio che è una materiale fondamentale per produrre vetro e ceramica, da usare rispettivamente, per riparare e produrre i pannelli solari e per le applicazioni nei semiconduttori.

 

Quindi questo nuovo studio potrebbe finalmente facilitare il progetto di realizzare insediamenti permanenti sul suolo lunare.

 

Unico dubbio ancora da sciogliere gli effetti collaterali sull’essere umani derivanti dal trattamento di questa polvere.




 

LA GEOINGEGNERIA SOLARE

La geoingegneria solare potrebbe essere la soluzione per raffreddare il pianeta e contrastare il cambiamento climatico.

 

In sintesi, la geoingegneria raffredda il pianeta riflettendo la luce solare attraverso l’illuminazione artificiale delle nuvole, o con l’immissione di particelle riflettenti nell’atmosfera.

 

Gli esperimenti effettuati preoccupano molto gli scienziati che ignorano gli effetti e le conseguenze e proprio in base a queste preoccupazioni, prima di procedere con altri esperimenti saranno sviluppate ulteriori ricerche finanziate in gran parte dalla Cisco System.

 

Tra le tecniche testate lo spruzzo di particelle di sale marino per rendere le nuvole più riflettenti o il lancio di palloni metereologici, pieni di anidride solforosa che, però, potrebbero causare piogge acide o come nel caso delle particelle riflettenti potrebbe ampliare il buco dell’ozono antartico.

 

In attesa di ulteriore chiarezza sulle conseguenze della geoingegneria solare, l’unica possibilità di combattere il cambiamento climatico resta la rapida riduzione delle emissioni di gas.