sabato 7 giugno 2025




META, FURIA DA 800 MILIONI

Nel mondo dell’intelligenza artificiale, le decisioni strategiche possono valere centinaia di milioni. È il caso di Furiosa AI, giovane e promettente startup sudcoreana, che ha appena detto no a un’offerta da capogiro: 800 milioni di dollari messi sul tavolo da Meta.

Sì, avete capito bene. Il colosso di MENLO Park, sempre più affamato di potenza computazionale per alimentare i propri modelli AI, voleva inglobare Furiosa AI, specializzata nello sviluppo di chip avanzati per intelligenza artificiale. Ma la risposta è stata di un netto rifiuto.

Furiosa AI punta a restare indipendente, a portare avanti la propria roadmap tecnologica senza compromessi. Un messaggio chiaro: l’innovazione non si vende al miglior offerente, soprattutto quando c’è una visione a lungo termine.

La startup ha già rilanciato: è alla ricerca di 48 milioni di dollari da nuovi investitori. L’obiettivo? Continuare lo sviluppo in autonomia e accelerare la produzione di chip di nuova generazione che promettono di competere con i big del settore.

Il mercato dei semiconduttori per l’AI è in pieno fermento. Tra tensioni geopolitiche e corse agli armamenti digitali, chi controlla l’hardware, oggi, controlla il futuro dell’intelligenza artificiale.

Con questa mossa, Furiosa AI si candida non solo a essere protagonista dell’AI made in Asia, ma anche a dimostrare che la vera potenza è avere una visione e il coraggio di difenderla.




 

lunedì 2 giugno 2025

domenica 1 giugno 2025




 GLI SPECIALI DI FASHIONTECH - IL SOGNO DI MISTER X

EP 1 LA COLONIA UMANA SU MARTE                                       EPISODIO 1
EP 2 SOPRAVVIVERE SU MARTE                                                 EPISODIO 2
EP 3 MARTE CI UCCIDEREBBE IN SILENZIO                          EPISODIO 3
EP 4 MARTE NON CI DARA' NULLA                                            EPISODIO 4


la serie continua, non perdere il quinto episodio in uscita il 5 giugno 2025 alle 19:30 solo su





IMMAGINI con Chat GPT? Ora si può!  

Open AI ha lanciato “Images in Chat GPT”! E no, non è fantascienza. È una funzione reale e disponibile… proprio ora.

Immagina di descrivere una scena – tipo “un gatto astronauta che fluttua nello spazio con una pizza” – e "BAM", Chat GPT te la disegna.

Ma come funziona esattamente? Grazie a GPT-4o, l’ultima evoluzione del modello, le immagini vengono create in modo auto regressivo – che detto semplice vuol dire: l’immagine viene generata un pezzettino alla volta, come se l’IA stesse “disegnando” passo dopo passo.

E non si ferma lì. Il modello sfrutta la conoscenza del mondo reale, quindi riesce a generare immagini più coerenti, più precise e decisamente più fighe rispetto ai modelli passati. Parliamo di un grande salto in avanti per la creatività digitale!

Alcune cose utili da sapere:

  • È disponibile per tutti gli utenti di Chat GPT.
  • Gli utenti gratuiti hanno un limite di utilizzo (quindi usatela con saggezza!).
  • Le immagini generate includono metadati C2PA, un sistema per identificarle come contenuti creati dall’IA – un bel passo per la trasparenza online.

Insomma, che tu sia un creativo, un insegnante, uno studente o semplicemente curioso… questa funzione è un vero gioco da esplorare. E fidati: è anche divertentissima!

 





GPT-5 e la doppia faccia dell’intelligenza artificiale


⚠️ Una nuova era dell’intelligenza artificiale è alle porte.
Sam Altman, CEO di Open AI, ha annunciato il lancio imminente di GPT-5: un modello di nuova generazione con capacità avanzate di ragionamento, che promette di cambiare per sempre il modo in cui interagiamo con le macchine.

Ma non è tutto. OpenAI ha svelato anche due modelli intermedi: o3 e o4-mini, pensati per offrire diverse fasce di accesso, funzionalità e costi.
La strategia è chiara: un unico modello, tre livelli di utilizzo.

E poi la vera notizia: per la prima volta OpenAI rilascerà anche un modello completamente open source, dotato anch’esso di capacità logiche avanzate.
Una mossa che sembra parlare a due mondi diversi: quello chiuso e ultra performante dei modelli proprietari… e quello aperto, accessibile, della ricerca condivisa.

Questo approccio ibrido – tra apertura strategica e controllo commerciale – riflette le tensioni profonde del settore:
da un lato la corsa all’innovazione… dall’altro la necessità di modelli di business sostenibili.

OpenAI cerca l’equilibrio, ma la domanda resta:
può l’intelligenza artificiale essere davvero per tutti, senza essere controllata da pochi?

Il gioco è appena cominciato.


 




“AGENT OS: L’IA PARLA CON LE ALTRE IA”

L’intelligenza artificiale non lavora più da sola.

PwC ha lanciato Agent OS, un sistema rivoluzionario pensato per il mondo aziendale.
Ma non è un assistente vocale, né una chatbot evoluto.
È un centralino intelligente: un hub capace di coordinare più agenti IA diversi, ognuno con funzioni specifiche.

In pratica? Le IA parlano tra loro, si scambiano informazioni, si supportano.
L’obiettivo non è sostituire le soluzioni esistenti, ma metterle in dialogo, creando un ecosistema flessibile, connesso e orientato all’automazione dei processi più complessi.

Agent OS funziona come un sistema nervoso centrale dell’intelligenza aziendale: prende dati, distribuisce compiti, collega team umani e agenti artificiali in tempo reale.

Il punto di forza? Personalizzazione totale.
Ogni azienda può creare e addestrare i propri agenti, costruendo una rete su misura in base alle proprie esigenze.

Ma il messaggio è ancora più ampio:
l’intelligenza artificiale sta passando da strumento isolato a piattaforma collaborativa.

È la fine della solitudine delle macchine.
E forse, l’inizio della vera intelligenza connettiva.

 





CLOUDFLARE VS CRAWLER

La nuova tecnologia sviluppata da CLOUDFLARE genera contenuti fittizi appositamente progettati per ingannare i bot che scandagliano il web alla ricerca di materiale da usare per addestrare modelli di IA.

In pratica i crawler credono di raccogliere dati utili ma finiscono in un labirinto digitale pieno di informazioni false e tracciate.

L’obiettivo è di proteggere i contenuti originali, tutelare la proprietà intellettuale e impedire che vengano sfrittati senza autorizzazione. CLOUDFLARE non si limita a bloccare i bot, li educa. Li porta ad un bivio: o trovare un accordo trasparente con i creatori dei contenuti oppure rischiare di addestrare i propri modelli con dati inaffidabili.

In un’epoca in cui i contenuti valgono oro e l’IA ha fame di dato, questa iniziativa segna un punto di svolta.

E’ l’inizio di una nuova forma di deterrenza digitale, dove la difesa non è solo tecnica, ma anche strategica e consapevole.

Il messaggio è chiaro: se vuoi i miei dati, parliamone. Altrimenti perdi tempo.

Con questa mossa CLOUDFLARE ha appena cambiato le regole del gioco e il mondo dell’IA sta iniziando a prenderne atto.