IL ROBOT CAMBIA PELLE
Robot sempre più cloni
degli umani.
L'opinione di un uomo qualunque che è stanco di vedere tante storture e cose che non vanno, ma soprattutto di sentirsi dire che tutto va bene, che l'indifferenza continua a farla da padrona, che il malcontento generale continua a crescere ma nessuno reagisce.
IL ROBOT CAMBIA PELLE
Robot sempre più cloni
degli umani.
IL DIVORA ENERGIA
Secondo
l'Agenzia Internazionale dell'Energia, i data center di IA utilizzano circa il
40% dell'elettricità per il calcolo e il 40% per il raffreddamento.
L'intelligenza
artificiale divora letteralmente energia e sta rapidamente aumentando i consumi
in una costante e crescente domanda di elettricità, destando preoccupazioni
sull’impatto ambientale.
Per darvi
un’idea, ogni volta che un utente invia una richiesta a uno strumento di IA viene
elaborata attraverso un gran consumo di energia che aumenta ancora di più per
il surriscaldamento dei server e quindi ulteriore energia per il
raffreddamento.
Prima dell’avvento
dell’IA il consumo energetico dei data center era circa 1% della richiesta
globale, attualmente la domanda si è raddoppiata, cifra che secondo una
proiezione nel 2026 potrebbe ancora raddoppiata.
Ecco un
problema non da poco da risolvere in vista della ascesa delle IA in prospettiva
futura, trovando il modo di soddisfare la richiesta di più energia senza
impattare negativa su un ambiente che ha già problemi storici da risolvere.
IL ROBOT MANUTENTORE
LA West Japan Railway,
per combattere la carenza di personale per la manutenzione della rete
ferroviaria, ha “assunto” un robot umanoide.
Questo Robot dalle dimensioni gigantesche e da braccia potenti è montato su un camion speciale e manovrato da un operatore a distanza.
Questo è quanto avviene nel futuristico Giappone dove attraverso gli occhi telecamera del robot, si potranno svolgere lavori di manutenzione, come pitturare le strutture metalliche e sollevare pesi.
Tra i primi compiti svolti dal robot operaio la potatura dei rami lungo i binari e la pittura delle strutture che sostengono i cavi sopra i treni.
In futuro, l’obbiettivo sarà quello di impiegare questi robot per altre mansioni di manutenzione a più ampio raggio e in molteplici settori, sopperendo in questo modo alle difficoltà nel trovare forza lavoro specializzata.
Non c’è che dire, tutto fantastico e innovativo ma con risvolti negativi in termini di disoccupazione ma sarà, però, una disoccupazione intelligente.
Non resta, quindi, che trovare un modo intelligente di spiegarlo ai futuri disoccupati.
CERVELLO SENZA SEGRETI
L’Istituto Tecnologico
del Massachusetts ha sviluppato una piattaforma per studiare interi emisferi
del cervello in 3d.
LA REGOLITE
Uno studio della Waterloo
University in Canada ci dice che il suolo lunare è composto da una polvere
conosciuta come Regolite che può produrre energia termica.
Questo, permetterebbe la realizzazione di insediamenti sulla luna superando le difficoltà di trasporto di materiali e sfruttando la regolite che è composta per il 45% da ossigeno, indispensabile per un’aria respirabile e combinata con l’idrogeno forma acqua, altro elemento indispensabile per la vita dell’uomo.
Inoltre la regolite ha come componente principale il silicio che è una materiale fondamentale per produrre vetro e ceramica da usare rispettivamente per riparare e produrre i pannelli solari e per applicazioni nei semiconduttori.
Quindi questo nuovo studio potrebbe finalmente facilitare il progetto di realizzare insediamenti permanenti sul suolo lunare.
Unico dubbio ancora da sciogliere gli effetti collaterali sull’essere umani derivanti dal trattamento di questa polvere.
GEOINGEGNERIA SOLARE
La geoingegneria solare
potrebbe essere la soluzione per raffreddare il pianeta e contrastare il
cambiamento climatico.
XBOX GAMEPASS
Il Game Pass di XBOX al centro di una questione che preoccupa
molto Microsoft.
Il famoso servizio di abbonamento inciderebbe in modo significativo e negativo sulle vendite dei giochi.
Infatti nonostante l’attribuzione di parte dei ricavi ai giochi presenti sulla piattaforma, questi non riescono a coprire i guadagni attesi dalle vendite tradizionali.
Ad aggravare la questione il rallentamento delle sottoscrizioni al servizio che riesce a mala pena a coprire la parte economica destinata allo sviluppo.
In questo contesto Microsoft si trova sempre stretta tra rispettare le condizioni proposte agli abbonati e la pressione di fare profitto.
Aumenti in vista? Probabile che sia la soluzione più immediata e semplice da attuare.